ALTO GARDA
Partenza: Campione (m. 74 s.l.m.)
Arrivo: Campione (m. 74 s.l.m.)
Dislivello totale (andata/ritorno): 680 m.
Tempo: ore 3
Difficoltà: ( E ) Escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento.
Periodo: tutto l’anno
Cartografia: Kompass n. 071, 101 e 690
Accesso: dalla S.S. 45 bis per Campione, tra Limone e Gargnano; parcheggio.
Da piazza F. Arrighini si prende via G. Pascoli e, a Monte del campo di calcio, si imbocca il tratto abbandonato della Gardesana; superate le due gallerie, si continua a sinistra lungo la strada che, passando sotto la cascatella del torrente Lesìne, sale dolcemente ad inserirsi sulla provinciale n. 38 (min. 20). Procedendo in salita per circa altri 200 metri, si arriva all’imbocco di una galleria; la si aggira a destra, lungo il vecchio tracciato, dove compare un accattivante «Benvenuti a Tremosine», e si procede fino ad incrociare il segnavia 201 (min. 10) che collega il porto, visibile in basso, alle case del capoluogo, che occhieggiano in alto. Superati i sassi di una frana, il fondo diventa sterrato; si supera lo zoccolo verticale correndo su uno sperone roccioso, quindi si incontra una cavernetta con una Madonnina e, dopo poco, si è sulla sommità (m. 413, min. 40).
Saliti in viale Europa, fino all’ex-municipio e alle scuole, si prospettano due possibilità:
a) – raggiungere lungo la provinciale Arias e, appena giunti a Pregasio (m. 478), nei pressi della chiesetta di San Marco, prendere a sinistra via Lo, che coincide con il 267 della Bassa Via del Garda;
b) – imboccare, di fianco all’oratorio parrocchiale, lungo il segnavia. 202, via Vagne e scendere fino a quando si presenta di fronte alla carreggiata, bloccandola, il cancello di una villetta; lungo il sentiero che costeggia la recinzione, si passa in un castagneto e si sbocca in via Lo.
Sulla comoda mulattiera dove si riunifica l’itinerario si va fino ad un fienile isolato circondato dagli ulivi (1 ora); un sentiero, molto panoramico, in alcuni tratti letteralmente scavato nella roccia, porta nella forra del San Michele, che si supera su ponticello in ferro; tenendo la sinistra, seguendo il 267 tra le reti, si attraversa l’angusta galleria (per precauzione, meglio munirsi di una pila!) e si raggiunge la piazza di Campione (ore 3 circa).
Partenza: Fornìco (207 m.)
Arrivo: Fornìco (207 m.)
Dislivello totale (andata/ritorno): 1.346 m.
Tempo: 4 ore
Difficoltà: E = Escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento.
Periodo: tutto l’anno
Cartografia: Kompass n. 102
Accesso: da Bogliaco, frazione di Gargnano, sulla S.S. 45 bis, in auto fino a Fornìco; parcheggio.
Dalla piazzetta della frazione si va verso sud deviando a destra presso un portico sul segnavia 41; ci si alza così fra i coltivi fino alla località Sostaga, a quota 530, proseguendo sul segnavia 21. Lasciata a destra villa Lena, e a sinistra il sentiero per Gaìno, si prosegue diritti nel bosco, alzandosi gradualmente sotto le rocce del Monte Castello fino ad una forcella a quota 789 da dove si stacca un altro sentiero per Gaìno, che si percorrerà al ritorno (ore 1,30).
Partenza: Limone sul Garda (65 m.)
Arrivo: Limone sul Garda (65 m.)
Dislivello totale (andata/ritorno): 2.300 m.
Tempo: ore 6
Difficoltà: ( E ) Escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento.
Periodo: tutto l’anno
Cartografia: Kompass n. 071, 096, 101, 102 e 690
Accesso: lungo la S.S. n. 45 bis, da Riva del Garda o da Gargnano, a Limone sul Garda; parcheggio.
Si parte dalla stazione degli autobus, al bar Turista; si percorrono le vie Caldogno e Milanesa e, superato il ponticello sul torrente San Giovanni, ci si inerpica lungo la mulattiera, a fondo ciottoloso, che corre nella valle del Sìngol, seguendo l’itinerario 101. Nel primo tratto non mancano le sorgenti d’acqua e, disseminate in ogni valletta, le calchére, le caratteristiche costruzioni usate un tempo per l’estrazione della calce. Abbandonato il torrente, la strada si fa più ripida e, dopo i tre tornanti del Murél, consente di apprezzare il bel panorama sulla valle, chiusa dai versanti settentrionali dei monti Preàls, Corna Vecchia e Traversole.
Si arriva così ad un bivio (60 min.) con l’indicazione per “Baita Bonaventura Segala”; il sentiero non dà tregua fin sotto la cima della Mughéra (m. 1.161), dove un poggio (50 min.) appaga la fatica offrendo un panorama straordinario: il borgo e l’oliveto di Limone, le balze di Tremosine, il lago fino a Punta San Vigilio e Sirmione, le colline moreniche, gli Appennini nelle giornate più terse.
Raggiunta la mulattiera n. 422 del CAI-SAT, si tiene la sinistra, tra i ruderi delle postazioni militari della Grande Guerra, e si giunge a bocca Guìl (m. 1.210; 20 min.), dove si incrocia il segnavia 421 che sale da Leano e prosegue per la località Fortini, dove è ubicata la baita “Segala” (m. 1.215; min. 40). Presso la baita sono disponibili un bivacco per quattro persone e delle bevande. Per il ritorno a Limone (circa altre 2 ore) si consiglia il sentiero 104 che parte proprio dalla baita e, sempre in discesa, va a congiungersi con il 118, il 103 e il 101 lungo la valle del Sìngol percorsa in salita.
Baita “Bonaventura Segala”
Posta in località Fortini, nell’entroterra montano del Comune di Limone sul Garda, a 1.215 m. di altitudine, dispone di bivacco con 4 posti letto. È aperta tutto l’anno, per iniziativa del Gruppo A.N.A. di Limone sul Garda; sono sempre a disposizione acqua e vino. Per informazioni: Capo-Gruppo A.N.A. Aldo Girardi (tel. 0365.954016).
Partenza: Gàrdola (m. 567)
Arrivo: Gàrdola (m. 567)
Dislivello totale (andata/ritorno): 1.140 m.
Tempo: ore 5
Difficoltà: ( E ) Escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento.
Periodo: tutto l’anno
Accesso: dalla S.S. 45 bis per Tignale lungo la provinciale n. 38; Gàrdola; parcheggio.
Lasciata l’automobile nel parcheggio dell’oleificio, si sale lungo le vie XXIV maggio e San Lorenzo attraversando l’abitato di Olzano; superati il ristorante “Il camino” e il villaggio “Sunclass bungalows”, giunti in prossimità di una balza panoramica sul lago (min. 25), si prende a destra una stradina sterrata (segnavia 245 – già 5) che sale a zig zag aggirando il dosso Gumér. Al bivio si prosegue a sinistra, lungo una recinzione; incrociando nuovamente la via asfaltata per Piemp (min 15); in 200 m. si è alla fontana di Bosco e quindi, sempre mantenendo la destra, alle case di Bósco de sùra.
Al bivio (min. 10) si tiene la sinistra (segnavia 258) sfiorando l’area faunistica Terzanèch dell’Azienda regionale delle foreste e raggiungendo la località Fornaci; passando tra alcune stalle si va verso le Furnàs de déter e la Val dela gèra, dove la strada comincia a salire leggermente con due tornanti: ai tre bivi che si incontrano in successione si tiene prima la sinistra, poi la destra (min. 15), e quindi, ancora in salita, la destra.
Tra due file di pini silvestri la strada si fa piana, aggira il prato delle Terre bianche e risale sfiorando il traliccio n. 291 dell’alta tensione; si tiene la destra e, dopo un centinaio di metri, lasciata la mulattiera proprio in corrispondenza di un cippo in pietra dell’A.S.D.F. (attenzione: il n. 258 è sul retro!), un sentiero, ancora a destra, sale deciso il fianco del Monte Segàble, ne attraversa la pineta e, dopo una lunga traversa, sbocca (min. 55) sulla mulattiera sterrata che proviene da Cima Piemp. Prendendo a sinistra, in discesa, in una cinquantina di metri si è a passo d’Ere (m. 1.131), ben segnalato crocevia di numerose escursioni nell’entroterra.
Da una parte si va verso Pùria e, quindi, Scarpapé e Ca di Natone, o Cadria (segnavia 69-68) o Cima Rest (segnavia 69), dall’altra, attraverso il passo della Colomba (m. 1.109), per bocca Paolone (m. 953), quindi Valvestino o Costa e Gargnano.
Si prende il segnavia 259, che in ripida discesa porta ad un quadrivio (min. 15); vi si trovano, a sinistra, il sentiero di collegamento col 258, a destra una stradina con sbarra che porta alle Visìne e la prosecuzione del 259 lungo cui si scende fino alla casa del Luné (min. 15); si va a destra facendo attenzione alle indicazioni alla base del tronco di un gigantesco faggio, si aggira la valletta e, giunti al bivio, ancora a destra si sale al piccolo stagno di fronte al prato e alla casa di Gaès (min.10), dominati dalla cima delle Visìne.
Prendendo a sinistra, attraverso il prato, si sbocca dopo qualche centinaio di metri su un pascolo cespugliato. Di fronte domina la mole possente del Monte Denervo, sulla destra c’è un capanno da caccia; si prosegue lungo la strada in discesa, a tratti cementata, e si arriva in vista dei prati e delle case di Paül (min 25). Si continua a scendere, superando l’acqua della valletta di Nota e costeggiando i prati e la cascina delle Pasìne; si arriva così alla sorgente dell’acqua di Cùel (min. 25) e quindi, in pochi metri, sulla via di Vione che, a destra, sale per passo Fobia, malga Nangui (o Àngoi) e bocca Paolone e, a sinistra, scende verso gli abitati di Tignale.
Si prosegue in discesa fino al bivio di Pozze e si prende a sinistra il segnavia 251 lungo la piana di Viù e la Val de Presà: per Aer ci sono 3 km. Si lascia, a destra, il collegamento con il segnavia 265 “B.V.G. – Sentiero Montagnoli” (potrebbe essere un’alternativa interessante – non facile nel primo tratto – per chi volesse raggiungere Aer lungo la “Via dei canài”), si superano in successione i ponti della Val de Presà e della Val de Paì e, attraverso un castagneto si raggiunge Aer (h 1,25). Si arriva sulla strada asfaltata e si prosegue così fino a Gardola, al parcheggio di partenza (min. 30).
Partenza: Campione (m. 74)
Arrivo: Campione (m. 74)
Dislivello totale (andata/ritorno): 940 m.
Tempo: ore 4
Difficoltà: ( E ) = Escursionistico. Itinerari che si svolgono su sentieri o su tracce, generalmente segnati, anche lunghi, con tratti anche esposti, ma ben protetti. Sono percorsi che richiedono già un minimo di esperienza ed allenamento.
Periodo: tutto l’anno
Cartografia: Kompass n. 071, 101 e 690
Accesso: dalla S.S. 45 bis per Campione, tra Limone e Gargnano; parcheggio.
Da Campione, lungo l’argine destro del torrente omonimo, parte il segnavia 267 della “Bassa via del Garda” con una serie di gradini che conducono ad una galleria (min. 15; per precauzione, meglio munirsi di una pila!) e ad un camminamento tra un canale dell’acqua e la profonda forra. Lasciando a destra il ponticello in ferro, si continua sul segnavia 266 per Prabione, proprio a ridosso della rupe. Pian piano la vista si apre sulla valle, su Pregasio, Cadignano, Sermerio, i monti Tignalga e Lavino; poi il sentiero lascia il posto ad una mulattiera che si inoltra in un boschetto di carpini e sbuca in località Bàit, nei pressi di una casa rustica circondata da un prato con castagni (min. 35).
In 300 metri si è in vista del villaggio turistico di Campogrande; a destra, lungo la strada asfaltata, si va al Centro visitatori del Parco Alto Garda bresciano, quindi alle prime case del centro storico di Prabione (m. 540), dove si continua, a destra, lungo il segnavia 204. In discesa si prendono a sinistra i successivi due bivi e sempre a destra gli altri fino al Puntsèl (min. 30), da dove si risale per Cadignano (min. 30).
Ci si immette sulla provinciale in direzione di Pregasio (m. 478), la si attraversa e, appena prima della chiesetta di San Marco, si prende via Lo, che coincide con il 267 della Bassa Via del Garda; lasciato a sinistra l’albergo Villa Selene, si scende lungo la mulattiera fino ad un fienile isolato circondato dagli ulivi (min. 30); il sentiero, letteralmente scavato nella roccia, porta di nuovo nella forra del San Michele, che si supera sul ponticello in ferro evitato durante la salita; tenendo la sinistra, seguendo il 267 tra le reti, si riattraversa l’angusta galleria e si raggiunge la piazza di Campione (ore 4).
Partenza: Sasso (555 m.)
Arrivo: Sasso (555 m.
Dislivello totale (andata/ritorno): 340 m.
Tempo: ore 2
Difficoltà: T = Turistico. Comprende itinerari su stradine, mulattiere e comodi sentieri ben evidenti che non pongono incertezze, difficoltà o problemi di orientamento. Sono percorsi adatti anche agli escursionisti alla prima esperienza in montagna.
Periodo: tutto l’anno
Cartografia: Kompass n. 071, 101 e 102
Accesso: dalla S.S. 45 bis, a Gargnano, si prende la strada per Navazzo e Valvestino; al bivio, dopo circa 7 km, si devia a destra per Sasso; parcheggio.
Da Gargnano (m. 65 s.l.m.) o da Sasso (m. 546), in una balconata sul lago. Lasciata l’automobile a Gargnano, nei pressi della chiesa parrocchiale di San Martino, si va al semaforo e quindi, lungo la statale, in direzione nord per imboccare dopo una trentina di metri, a sinistra, via Crocefisso, storica strada per Muslone, stretta tra le muraglie delle limonaie e i terrazzamenti degli oliveti. Incrociata la provinciale, si prosegue lungo la mulattiera in salita e, dopo un altro tratto di acciottolato e un tornante, ci si ritrova di nuovo sull’asfalto; continuando verso Muslone per poche decine di metri, si prende a sinistra la stradina cementata (segnavia n. 30) che porta al Pis (h. 0,45), distinguibile per una caratteristica villetta.
Si va ora lungo lo stretto sentiero sino ad un traliccio in uno spiazzo (h. 0.15 – 1.00), con una meravigliosa vista su Gargnano e sul basso lago, poi si sale verso Sisèngla e ci si immette sulla strada che porta alle case della frazione Sasso (h. 0,15 – 1.15). Tenendo la destra si raggiunge la fontana, dove c’è l’indicazione del segnavia n. 31 per cima Comér; dopo un breve tratto pianeggiante si sale su un dosso roccioso molto panoramico. Alla deviazione (h. 030 – 1.45) per San Valentino, l’itinerario segue in discesa la valletta e, attraverso una porta, immette all’eremo (h. 015 – h. 2).
Si tratta di una minuscola costruzione – da una parte addossata alla roccia, dall’altra affacciata a picco sul lago – che la tradizione fa risalire all’epoca della peste del 1630. Vi si trovano la cappelletta, il luogo per il fuoco, minuscole stanze ricavate anche nella parete rocciosa, una cisterna naturale. Un eremita vi è attestato nel 1684; un altro, Giovanni Marchetti, “di buoni costumi”, a metà ’700. Anche Geremia Paladini, deceduto nel 1865 dopo 16 anni di vita solitaria, operò per il mantenimento del romitorio, lasciando all’interno la sua silhouette.
San Valentino, che è uno dei luoghi più suggestivi dell’entroterra gardesano, merita una visita.
Sasso è raggiungibile da Gargnano anche in auto lungo la provinciale che si stacca dalla Gardesana nei pressi delle Scuole elementari. Dalla frazione l’eremo dista a piedi tre quarti d’ora lungo la via normale; per chi vuole un itinerario più impegnativo, c’è anche un sentiero attrezzato percorribile in un’ora e un quarto.
Il ’Sentiero delle Tracce’ è un percorso di interesse naturalistico che si snoda all’interno della Foresta Regionale “Gardesana Occidentale”, in Comune di Tremosine, in un ambiente particolarmente selvaggio e suggestivo lungo il versante orientale del monte Caplone. Oltre a scorci panoramici di grande effetto, offre la possibilità di osservare le tracce lasciate sul terreno dagli animali che vi abitano. Non soltanto le impronte sul fango o sulla neve, ma giacigli, penne, escrementi, unghiate, scortecciature, resti di pasto, tane, nidi, frammenti di uova, esuvie (pelli di muta), ragnatele, gusci. Per imparare ad osservare sono state attrezzate alcune aree informative che rendono più interessante l’escursione.
Si propone di percorrere il sentiero in salita, procedendo da malga Negrini a malga Lorina. La lunghezza è di 5 km, il dislivello di 650 m, il tempo di percorrenza di circa 3 ore. I periodi migliori sono la primavera e l’autunno; in inverno c’è il rischio del ghiaccio.
Accesso con automezzi a San Michele
Al quadrivio di Polzone, località lungo la provinciale tra Vesio di Tremosine e Prabione di Tignale, si prende la strada sterrata per San Michele e passo Tremalzo. Dopo 4 km si giunge ad un invaso; nei pressi del ponticello sul torrente, si può parcheggiare.
L’itinerario
Appena superato il ponticello, al bivio si prende a sinistra la comoda mulattiera di Val Negrini, fino alla malga omonima (m. 748 – h. 1). Qui, indicato da un pezzo di granito conficcato nel terreno, comincia il “sentiero delle tracce”. La segnaletica è precisa; numerosi sono i pannelli esplicativi di flora e fauna. Si sale zigzagando, prima leggermente poi, per qualche tratto, con una certa intensità. Si sfiorano due ampi e caratteristici anfratti (cùen nel dialetto locale ndr.), poi si passa nella forra del torrente e, con ampi tornanti nel bosco, si sbocca sui pascoli di malga Lorina (m. 1.384, h. 2.00 – h. 3.30). In estate la malga è abitata; ci si può rifocillare.
Il rientro a San Michele
Da malga Lorina si prosegue in discesa lungo la mulattiera; superata la fontana, al bivio si prende a destra, sempre in discesa, per San Michele (h. 2.00 – h. 5.30). Merita una visita l’antica chiesetta dell’eremo, ora affidato ai Francescani.
VALVESTINO
Itinerario: Mulino di Turano (570 m) – Località Bersaglio (590 m) – Bocca alla Croce (1061 m) – Dos di Sas (964 m) – Mulino di Turano (570 m)
Tempo di percorrenza: 4,00 h
Percorrenza: solo Trekking
Difficoltà: EE
Percorso ad anello che risale rapidamente il versante occidentale del Monte Camiolo dove il paesaggio varia tra boschi di conifere, boschi di latifoglie e prati sfalciati. È possibile godere di panorami mozzafiato su tutta la Val Vestino ed il lago artificiale.
Itinerario: Molino di Bollone (510m) – Passo di Vesta (1359m) – Vesta di Cima (1287m) – Vesta di Mezzo (1061m) – Cuel Sant (838m) – Molino di Bollone (510m)
Tempo di percorrenza: 6,30 h
Percorrenza: solo Trekking
Difficoltà: EE
Percorso ad anello in Val di Vesta, area Wilderness, una delle valli prealpine più selvagge della Lombardia. Il fiume Vesta, raccogliendo le acque dei diversi affluenti laterali, scivola su un percorso tortuoso creando gole, cascate e “il fiordo” del lago di Valvestino. Lungo il percorso si incontrano tre splendide colonne (“cippi”) risalenti al 1753, oltre a trincee, piazzole di artiglieria e fortificazioni della Prima Guerra Mondiale.
Itinerario: Cadria (943 m) – Rest (1200 m) – Malga Alvezza (1266 m) – Bivio per Malga Tombea (1796 m) – Monte Caplone (1976 m)
Tempo di percorrenza: 6,50 h a/r
Percorrenza: Bike & Trekking
Difficoltà: EE
Il percorso inizia a Cadria e, passando in una faggeta molto caratteristica, si raggiunge il borgo di Rest, dove è situato il Museo Etnografico della Valvestino. Risalendo la strada, che si sonda tra prati e pascoli, si possono ammirare i fienili con il tetto in paglia, raggiungere Malga Alvezza e spingersi fino ai pascoli di Malga Tombea. Salendo poi la strada militare del conflitto 1915-1918, si giunge sulla cima del Monte Caplone (1976 m s.l.m), la più alta della Val Vestino. Su questi versanti sono diffuse numerose specie endemiche e rare.
TREKKING BIKE: Percorso ad anello che parte dalla piazzetta della Madonna Pellegrina a Turano, s’inerpica fino ad Armo, raggiunge Persone ed infine, salendo nel bosco fino a quota 1100 m, conduce ancora a Turano passando per Moerna attraverso le antiche vie.
Itinerario: Molino di Bollone (510m) – S.Vigilio (808m) – Fornel (943m) – Rest (1200m)
Tempo di percorrenza: 5,00h solo andata
Percorrenza: Solo Trekking
Difficoltà: EE
Il sentiero, che parte da Molino di Bollone, raggiunge le località Martelletto, Droane, Fornel, Cassanega, fino all’altopiano di Rest. Offre bellissimi scorci del Lago di Valvestino e della valle del Droanello.
Itinerario: Armo (849 m) – Ponte Franato (903 m) – Messane (1100 m) – Armo (849 m)
Tempo di percorrenza: 3,00 h
Dislivello: 400 m
Percorrenza: Solo Trekking
Difficoltà: E
Si attraversa l’abitato di Armo in direzione nord per imboccare la stradina che conduce alla valle dell’Armarolo. Questa si addentra subito nel bosco di pino silvestre, con splendidi esemplari monumentali. Si fiancheggia il vecchio mulino ed una cascata. Un ponticello permette di passare sulla sponda sinistra dell’Armarolo. Al successivo ponte, robusto a dispetto del nome della località (“Ponte Franato”, mt. 903 – h 1,10), si incontra un bivio: la strada, costruita nel tempo della Prima Guerra Mondiale, prosegue verso sud in direzione Denai, dall’altro versante della valle verso Messane.
E’ quest’ultima la direzione che prendiamo, passando poco dopo nei pressi di un lungo “cuel” che sembra scavato nella roccia. Il paesaggio si apre progressivamente sui monti della Valvestino e le case rurali di Vott. Giunti agli ampi prati di Messane (1100mt. – h 1,00) conviene, volendo tornare al punto di partenza, prendere il sentiero in salita verso sud che si diparte dall’area di sosta verso sinistra a lambire la malga. Il percorso è inizialmente in leggera salita tra bei faggi mentre, la discesa che ci porterà ad Armo (che inizia in concomitanza di un bivio con un sentiero in salita che porta ad un casotto), attraversa di nuovo la pineta silvestre. Su alcuni di questi alberi si notano i segni incisi risalenti a quando si praticava la raccolta della resina (h 0,50).
Itinerario: Moerna (992 m) – Bocca Cocca (1327 m) – Bocca di Valle (1392 m) – Bocca di Cablone (1755 m) – Malga Tombea (1825 m) – Cima Rest (1200 m)
Tempo di percorrenza: 6,15 h
Difficoltà: EE
Percorrenza: Solo Trekking
Pur non presentando particolari difficoltà, l’itinerario si caratterizza per un lungo tempo di percorrenza (circa 7 ore ca.); per questo è consigliabile effettuare l’escursione in due giornate, alloggiando presso i fienili di Cima Rest o il campeggio di Moerna e utilizzando gli altri sentieri della Valle per il ritorno.
Partendo dal parcheggio situato a ridosso dell’abitato di Moerna (Comune di Valvestino) a quota 992 m. nei pressi del Centro Turistico S. Rocco, si sale a fianco del cimitero lungo la strada asfaltata (segnavia CAI n°76); al termine di essa si prosegue, verso destra, lungo la carrareccia che, attraverso un incantevole bosco di faggi ci porta, dopo circa 30 minuti, a Bocca Cocca (1327m.).
Da lì si prosegue, lungo una mulattiera di agevole percorrenza (segnavia CAI n°75), attraverso rocce ed anse della cresta montuosa, fino a Bocca di Valle (1392m.) fiancheggiando la corona lungo la mulattiera.
Qui gli stupendi panorami che si aprono sotto gli occhi mostrano, nelle giornate limpide, scorci del Lago di Garda, del Lago d’Idro e dei boschi della Valvestino.
Nel giro di poco più di un’ora si raggiunge quindi Bocca di Cablone (1755m.), dove ci si immette nella strada costruita a scopi militari lungo la quale è possibile notare le numerose gallerie delle postazioni scavate sui fianchi della roccia.
Lasciandoci sulla destra altri resti di un vecchio accampamento e di una teleferica abbandonata si giunge poi all’altopiano erboso nei pressi della Malga Tombea (1825m.).
Poche decine di metri oltre la malga si svolta a destra (segnavia CAI n°66) per scendere attraverso i pascoli verso l’altopiano di Rest. Dopo circa 20 minuti, la carrareccia diviene sentiero e di lì a poco entra, a fasi alterne, nella boscaglia; allo sbocco sulla carrareccia (segnastrada CAI n. 69) si prende a destra per scendere a Malga Casina ed ancora a Malga Alvezza (1.266 m). In pochi minuti, si raggiunge da qui la cappellina dedicata ai caduti e, svoltando a sinistra per la strada asfaltata, si raggiunge a breve il Museo Etnografico della Valvestino in Loc. Cima Rest (1.200 m). Attorno, i caratteristici fienili di Rest e lo spettacolo della Valle.
Itinerario: Magasa (965 m) – Denai (1210 m) – Rest (1200 m) – Cadria (943 m) – Magasa (965 m)
Tempo di percorrenza: 5,00 h
Percorrenza: Bike & Trekking
Difficoltà: E
Itinerario ad anello che ha inizio dal comune di Magasa e s’inerpica lungo la vecchia via che collegava il paese con i pascoli di Denai e Vott. Si attraversano i pascoli di Denai fino a raggiungere, oltrepassando Malga Alvezza, la chiesetta di Cima Rest. Da qui si può scegliere se spingersi fino a Cadria e ritorno, oppure rientrare direttamente a Magasa.
Le antiche vie della Val Vestino
Strade asfaltate collegano oggi i sette paesi della Val Vestino, ma fino a pochi decenni fa essi erano collegati solo da sentieri e mulattiere. Molti di questi percorsi sono caduti in disuso e il bosco li ha in alcuni casi cancellati; in altri invece essi sono ancora facilmente individuabili e recentemente sono stati ripristinati e segnalati con chiarezza per coloro che intendono muoversi da un paese all’altro evitando il più possibile in traffico, in vero non intenso in Val Vestino, delle automobili. I paesi della valle sono collocati in modo tale da rendersi solo in rari punti visibili l’uno all’altro: seguire i vecchi tracciati che li collegano permette innanzitutto di godere di vedute insolite degli abitati, impossibili per quanti percorrono le strade di fondovalle. Ma soprattutto raggiungere le case provenendo dal bosco o dai prati rende evidente il rapporto che gli abitanti di questi piccoli aggregati intrattenevano con l’ambiente che li circondava: si riesce ad immaginare l’andirivieni di donne, uomini e bambini, con i loro animali, fra il paese e il bosco, dove si raccoglieva il pattume per la lettiera delle bestie, e la legna per il fuoco, o il lento movimento delle mandrie che tornavano dal pascolo e rientravano, seguendo le stesse stradine, alle stalle.
Quelle che in un primo momento ci erano sembrate solo scorciatoie rivelano allora la loro identità di veri e propri percorsi, storici proprio per l’uso intenso che tradizionalmente se ne fece ancor prima che per l’epoca lontana in cui furono tracciati. E alcuni segni ci dicono la cura con la quale venivano conservati e le funzioni cui assolvevano: i ruderi di un casolare abbandonato ci segnalano che un tempo il luogo, anche se discosto dal paese, era abitato; la piazzola che improvvisamente si apre nel folto del bosco e che il nostro sentiero lambisce rimanda all’epoca, non lontana ma per sempre passata, in cui qui, sulla “gial”, si accatastavano legni tagliati in piccoli pezzi, le si copriva con la terra e se ne provocava la lenta combustione per ottenere il carbone; i muri che si intravedono, ormai senza tetto, fra le piante, sulla riva del torrente, sono quelli del vecchio mulino dove gli abitanti del paese sovrastatesi recavano quasi quotidianamente per far macinare i cereali che coltivavano sui piccoli pianori ricavati sui fianchi della montagna. Gli antichi percorsi, tuttavia, non si fermavano al paese cui giungevano: lo attraversavano e spesso proseguivano oltre i confini della Val Vestino.
Itinerario: Cadria (943 m) – Passo della Puria (1374 m) – Cascina Nuova (1194 m) – Cadria (943 m)
Tempo di percorrenza: 4,00 h
Percorrenza: Bike & Trekking
Difficoltà: E
Itinerario ad anello che ha inizio a Cadria e si addentra nei boschi della Val Vestino alla scoperta della fauna del Parco Alto Garda Bresciano. Passeggiando tra le radure ed il margine del bosco può capitare di avvistare il capriolo, lo stambecco, il cervo e tantissimi altri animali, poiché in Val Vestino è stata accertata la presenza di oltre 150 specie.
La fauna del Parco Alto Garda Bresciano è estremamente varia e di notevole interesse. Infatti, grazie ad una morfologia particolarmente movimentata e ad un notevole gradiente altitudinale, si possono incontrare tipici elementi della fauna boreale alpina (gallo cedrone, civetta nana, civetta capogrosso) insediati a breve distanza da specie nettamente più termofile (biancone, occhietto, bigia padovana), se non tipicamente mediterranee. Accade infatti che nel periodo autunnale degli amori, verso la fine della giornata si possa udire il bramito del cervo. La popolazione di questo animale, alcuni anni fa ridotta a pochi individui, è in costante aumento all’interno della foresta Demaniale Gardesana Occidentale.
Passeggiando tra le radure ed il margine del bosco può capitare di incontrare il capriolo, il più elegante degli Ungulati.
Alle quote più elevate, sopra il margine superiore del bosco, è possibile avvistare lo stambecco. Un intervento di reintroduzione effettuato dall’Azienda Regionale delle Foreste.
L’elenco delle specie che si possono incontrare nel corso di un’escursione in Valvestino è molto lungo essendo stata accertata la presenza di oltre 150 specie.
Itinerario: Turano (676 m) – Armo (849 m) – Persone (900 m) – Moerna (992 m) – Turano (676 m)
Tempo di percorrenza: 3,30 h
Percorrenza: Solo Trekking
Difficoltà: E
Itinerario ad anello che ha inizio dalla piazzetta della Madonna Pellegrina a Turano, s’inerpica fino ad Armo, raggiunge Persone ed infine, salendo nel bosco fino a quota 1100 m, conduce ancora a Turano passando per Moerna attraverso le antiche vie.
Le antiche vie della Val Vestino
Strade asfaltate collegano oggi i sette paesi della Val Vestino, ma fino a pochi decenni fa essi erano collegati solo da sentieri e mulattiere. Molti di questi percorsi sono caduti in disuso e il bosco li ha in alcuni casi cancellati; in altri invece essi sono ancora facilmente individuabili e recentemente sono stati ripristinati e segnalati con chiarezza per coloro che intendono muoversi da un paese all’altro evitando il più possibile in traffico, in vero non intenso in Val Vestino, delle automobili. I paesi della valle sono collocati in modo tale da rendersi solo in rari punti visibili l’uno all’altro: seguire i vecchi tracciati che li collegano permette innanzitutto di godere di vedute insolite degli abitati, impossibili per quanti percorrono le strade di fondovalle. Ma soprattutto raggiungere le case provenendo dal bosco o dai prati rende evidente il rapporto che gli abitanti di questi piccoli aggregati intrattenevano con l’ambiente che li circondava: si riesce ad immaginare l’andirivieni di donne, uomini e bambini, con i loro animali, fra il paese e il bosco, dove si raccoglieva il pattume per la lettiera delle bestie, e la legna per il fuoco, o il lento movimento delle mandrie che tornavano dal pascolo e rientravano, seguendo le stesse stradine, alle stalle.
Quelle che in un primo momento ci erano sembrate solo scorciatoie rivelano allora la loro identità di veri e propri percorsi, storici proprio per l’uso intenso che tradizionalmente se ne fece ancor prima che per l’epoca lontana in cui furono tracciati. E alcuni segni ci dicono la cura con la quale venivano conservati e le funzioni cui assolvevano: i ruderi di un casolare abbandonato ci segnalano che un tempo il luogo, anche se discosto dal paese, era abitato; la piazzola che improvvisamente si apre nel folto del bosco e che il nostro sentiero lambisce rimanda all’epoca, non lontana ma per sempre passata, in cui qui, sulla “gial”, si accatastavano legne tagliate in piccoli pezzi, le si copriva con la terra e se ne provocava la lenta combustione per ottenere il carbone; i muri che si intravedono, ormai senza tetto, fra le piante, sulla riva del torrente, sono quelli del vecchio mulino dove gli abitanti del paese soprastatesi recavano quasi quotidianamente per far macinare i cereali che coltivavano sui piccoli pianori ricavati sui fianchi della montagna. Gli antichi percorsi, tuttavia, non si fermavano al paese cui giungevano: lo attraversavano e spesso proseguivano oltre i confini della Val Vestino. Moerna, ad esempio, era una tappa sull’antico itinerario che collegava il Garda, partendo da Toscolano e passando per il Molino di Bollone e Turano, alla valle del Chiese, in territorio trentino. Gli abitanti lo percorrevano soprattutto nei mesi estivi, quando trasferivano il bestiame a Bagolino o in Val Dorizzo.
Da Persone si stacca l’antica mulattiera che attraverso Bocca di Valle portava alla valle del Chiese. Nei periodi di guerra questa mulattiera fu utilizzata dagli eserciti che dovevano scendere verso Brescia evitando la sponda occidentale del lago d’Idro, dominata dalla temibile Rocca d’Anfo.
Itinerario: Turano (676 m) – Armo (849 m) – Messane (1,100 m)– Persone (900 m) – Moerna (992 m) – Turano (676 m)
Tempo di percorrenza: 3,30 h
Percorrenza: Bike
Difficoltà: E
Itinerario ad anello che ha inizio dalla piazzetta della Madonna Pellegrina a Turano , s’inerpica fino ad Armo, raggiunge Persone ed infine, salendo nel bosco fino a quota 1100 m, conduce ancora a Turano passando per Moerna attraverso le antiche vie.
Itinerario: Persone (900 m) – Messane (1.100 m) – Ponte franato (903 m) – Denai (1.210 m) – Rest (1.200 m) – Magasa (965 m) – Turano (676 m) – Persone (900 m)
Tempo di percorrenza: 5,00 h
Percorrenza: Bike
Difficoltà: E
Itinerario ad anello che ha inizio dalla piazzetta della Madonna Pellegrina a Turano , s’inerpica fino ad Armo, raggiunge Persone ed infine, salendo nel bosco fino a quota 1100 m, conduce ancora a Turano passando per Moerna attraverso le antiche vie.






















